Come capire se si è razzisti

Faccio una proposta molto semplice – giusto oggi che dovrebbe essere il Giorno della Memoria – per capire se si è razzisti o no.

Sarà capitato anche a voi di sentir dire (o aver detto in prima persona) frasi che cominciano con: “Io non sono razzista, però…”

Ecco, mi pare che ci sia un po’ di incertezza e di scarsa capacità di autoanalisi, quando invece dovremmo far tesoro della memoria per orientare le scelte future. Quindi propongo questo metodo empirico.

Nella frase che state per pronunciare, sostituite il termine che sta a indicare un’etnia o un gruppo (es. “immigrati”, “marocchini”, “mussulmani”…) con “ebrei”. Se vi suona male, se puzza di razzismo… era una frase razzista.

Esempi: non voglio che i miei figli stiano in classe con bambini xxxxx. Gli xxxxx ci passano davanti nella sanità pubblica. Dovremmo rimandare gli xxxxx a casa loro.

Se inserendo la parola “ebrei” nella frase di cui sopra vi viene fuori una frase orribile, che mai vi sognereste di dire in pubblico… allora era una frase razzista. Anche se al posto di “ebrei” ci fosse “immigrati”. Ho l’impressione infatti che siamo stati educati, giustamente, ad aborrire il razzismo nei confronti degli ebrei; ma non siamo stati educati a sufficienza per fare il salto concettuale verso altri gruppi di persone. Forse questo metodo empirico è una semplificazione eccessiva, ma… provateci.